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«Vino nuovo in otri nuovi…
passi nella Fede col Vangelo di Marco
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OTTAVA LECTIO

"Chi compie la volontà di Dio è mio fratello, sorella e madre" (Mc 3,7-35)
Diverse risposte di fede. Maria, prima discepola

7 Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. 8 Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. 9 Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. 10 Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. 11 Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». 12 Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero. 13 Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. 14 Ne costituì Dodici che stessero con lui 15 e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. 16 Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; 17 poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome Boanèrghes, cioè figli del tuono; 18 e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo 19 e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì. 20 Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. 21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «È fuori di sé». 22 Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». 23 Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? 24 Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; 25 se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. 26 Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. 27 Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. 28 In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; 29 ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». 30 Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito immondo». 31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. 32 Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». 33 Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre»

Il brano riferisce le parole e le opere di Gesù in un contesto di volti e luoghi molto differenziato: si recò verso il mare... salì sul monte. La moltitudine è variopinta: dalla Galilea, dalla Giudea, da Gerusalemme, dall'Idumea, da oltre il Giordano, da Tiro e Sidone. Ci sono i sani e gli infermi, c'è la folla, ci sono i discepoli, ci sono i Dodici, ci sono i parenti, gli scribi, ancora i parenti e, con loro, Maria sua madre. Prendono parte agli eventi reagendo, ognuno secondo il proprio modo di sentire, alle parole e ai gesti di Gesù.

Esistono diverse risposte all'unica proposta.

1. LA FOLLA
In tutto il Vangelo le folle sono caratterizzate da un elemento di ambiguità nel loro modo di sentire: la folla passa dalla simpatia al plauso, all'ostilità ed anche alla condanna. Gesù manifesta affetto e compassione per la folla ma ne prende le distanze. In Mc 3,9 chiede una barca "a causa della folla, perché non lo schiacciassero".

2. I DISCEPOLI
Stanno in mezzo alla folla e, come tutti gli altri, ascoltano la Parola di Gesù ma, ascoltando, si decidono per Lui. Il gruppo dei discepoli non è ben definito circa la quantità. Mentre della folla il Vangelo giunge a dire che si tratta anche di cinquemila persone e degli apostoli sappiamo che sono dodici, dei discepoli non se ne conosce il numero esatto. In un passaggio del Vangelo si parla di settanta di essi. Il loro numero sembra fluttuante tra l'essere folla o discepolo, e non tra l'essere discepolo o apostolo. I Dodici, pur essendo stabile il loro numero, conservano nel cuore elementi della folla che non si decide per Gesù.

3. LA SCELTA DEI DODICI
Ricevono una speciale chiamata. Nei sinottici si distinguono due chiamate dei Dodici: la chiamata del lago (Mc 1,14-20) e la chiamata del monte (Mc 3,13-19).
La chiamata del lago corrisponde alla vocazione ad essere cristiano (il Battesimo), la chiamata del monte corrisponde alla speciale vocazione di ognuno ad essere apostolo (la vocazione personale).
Dall'istituzione dei Dodici, oltre quanto già indicato nella lectio di Mc 1,14-20, possiamo apprendere che:
- gli apostoli appartengono alla folla e ai discepoli, ma se ne staccano per una speciale vocazione;
- il numero dodici è certamente evocativo d'una continuità con le dodici tribù di Israele;
- provengono da ambienti, esperienze, condizioni sociali diverse: alcuni pescatori, un pubblicano, Levi, Simone lo zelota, un politico estremista, Giuda di Karioth. La chiamata non conosce confini. Si rivolge ai giusti e ai peccatori.

Il metodo educativo di Gesù è ritmato da tre movimenti: venite, rimanete, andate

I tre ritmi sono declinati insieme, non in senso cronologico, cioè prima il venite, poi il rimanete, poi l'andate. Gli apostoli, mentre vengono a Lui, hanno già percepito elementi essenziali del rimanere con Lui e, mentre rimangono con Lui, vanno anche insieme.
Egli è sempre con loro, la formazione è continua sia nel venire, che nel rimanere, che nell'andare. Può accadere, nei nostri percorsi formativi, che una persona sia ritenuta, ad un certo momento, ormai formata, e inviata, come un manufatto ormai completo e da mettere in commercio.
Siamo tutti in formazione permanente: Gesù accompagna i Dodici con una continua verifica, ponendoli continuamente a contatto con la loro personale verità, anche con quella più scomoda, come malcelati desideri di potere o protagonismi...
In certa misura Gesù, mite e umile di cuore, non dà tregua ai suoi. Ricordiamo come apostrofa Simon Pietro, primo dei Dodici, per la sua incapacità ad accogliere l'annuncio della Croce: "Allontanati da me, tu ragioni come Satana".
Il metodo educativo di Gesù è poi ritmato da adesione a Lui, separazione dagli altri. L'universalità della salvezza e la solidarietà con tutti gli uomini esige una separazione da tutti e da tutto, per aderire prioritariamente a Lui ed essere così capaci di universalità-solidarietà con tutti.

Solo gli assidui frequentatori del mistero di Dio possono essere raffinati interpreti e servitori fedeli del mistero dell'uomo.

Gesù sceglie, attrae a sé, perché si rimanga con Lui ma non per collocarci contro il mondo o fuori del mondo, ma per restarvi come seme che nella terra germoglia e porta frutto.
Per germogliare e portare frutto occorre essere diversi, quindi scelti e separati, ma al tempo stesso occorre restare ben piantati nella terra. L'apostolo custodisce sempre e comunque una sua originalità: egli non può sbiadirsi, scolorirsi, stemperarsi nel mondo. Rimane se stesso perché fedele al Signore e fedele all'uomo che serve con la propria originalità.
I Dodici sono uomini comuni, fragili.
La lista dei Dodici si apre col nome di Simon Pietro e si chiude con quello di Giuda.
Entrambi, in modo diverso, lo hanno tradito.
Gesù, che conosce fin da principio chi lo avrebbe tradito, custodisce il traditore tra i suoi intimi. Non si tratta d'un manipolo elitario, composto da uomini sicuri, affidabili, santi.
A commento delle parole di S. Paolo in 2Cor 4,7 "Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi", un autore, Bruno Maggioni, scrive: "Il vaso di terracotta è un vaso casalingo, umile, anche fragile, che si utilizza ogni giorno. Non è come un vaso prezioso che si pone in vetrina per essere ammirato. Fuori metafora: se Dio si servisse solo di santi sarebbe un'ovvietà. Tutti immaginiamo che Dio - se davvero è Dio - dovrebbe agire così. E invece si serve anche (e soprattutto) di uomini comuni, fragili, persino di poca fede come i discepoli che si è scelto e come noi. Sta qui la meraviglia che sorprende... Se il vaso fosse prezioso, attirerebbe l'attenzione su di sé. Nella sua umiltà, invece, rinvia.
La sua debolezza è la sua trasparenza.
La potenza del Vangelo si fa presente nella inadeguatezza per rendere trasparente, chiaro per tutti, che la sua efficacia viene da Dio, non dagli uomini e dai loro strumenti...
Chi pretende una parola di Dio subito chiara, direttamente visibile, appariscente, clamorosa, non incontrerà mai il Signore. E ne resterà perennemente scoraggiato.
E sarà sempre tentato di affrettare i tempi della maturazione del seme con mezzi non evangelici.
Senza dire, poi, che in una comunità di soli santi mi troverei molto a disagio. Mentre invece in una comunità di "vasi di coccio" mi sento perfettamente a mio agio, accolto, amato e perdonato. Non mi scandalizzo mai della debolezza degli uomini, anche di Chiesa, e neppure se ne scandalizza il mondo, quello vero. Piuttosto qualche amarezza quando vedo - o mi sembra di vedere - arroganza, ostentazione e giudizi troppo taglienti".

IL MISTERO DI MARIA

Marco dice che ritenevano fosse diventato pazzo. Perché? Per l'esagerata disponibilità e l'attività spossante: "Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero" (Mc 3,9); "quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo" (Mc 3,10); "al punto che non potevano neppure prendere cibo" (Mc 3,20); e per le conseguenze che temevano potessero ricadere sulla famiglia, dati i conflitti con farisei e scribi.

Coi parenti è presente Maria, sua madre. Dice il testo: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano» (Mc 3,32) e riporta la risposta di Gesù: "«Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! 35 Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre»." (Mc 3,33b-34)

Questo è l'unico brano del Vangelo di Marco che si riferisce a Maria, ed è riportato in tutti e tre i Vangeli sinottici. Dato che il Vangelo di Marco è il più antico, ciò significa che nella Chiesa dei primissimi tempi l'immagine che si ha di Maria è quella della persona sempre richiamata dal Figlio all'essenziale:
- Nel ritrovamento al Tempio: "«…tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole." (Lc 2,48b-50

- Quando la donna grida a Gesù in mezzo alla folla: "«Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»." (Lc 11,27b-28)

Maria è la prima discepola: Paolo VI in Marialis Cultus scrive "Maria è la figura del perfetto discepolo". Essere cristiani significa tornare come Maria.
Maria è la prima cristiana, la prima credente, nostra maestra nella fede.

CON FRANCESCO LEGGIAMO IL VANGELO

C'è un testo di Francesco, nella Lettera ai fedeli, che è chiaramente ispirato al brano evangelico su Maria e i "fratelli di Gesù":

48 "«E tutti quelli e quelle, che continueranno a fare tali cose e persevereranno in esse sino alla fine, riposerà su di essi lo Spirito del Signore, ed egli porrà in loro la sua abitazione e dimora. 49 E saranno figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, 50 e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo (cfr. Mc 3, 35). 51 Siamo sposi, quando nello Spirito Santo l'anima fedele si unisce a Gesù Cristo. 52 Siamo suoi fratelli, quando facciamo la volontà del Padre suo, che è nel cielo. 53Siamo madri, quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l'amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri»". (Lettera ai fedeli, 2ª rec., 48-53)

Secondo Francesco, anche noi siamo figli del Padre e sposi, fratelli e madri di Gesù. La parola del Vangelo, che annunciava questa nuova e straordinaria parentela con Gesù, si realizza per l'azione dello Spirito, che "riposa su di noi" e fa di noi la sua dimora. È una parentela davvero spirituale, perché resa possibile dallo Spirito, e supera quella carnale. Francesco ci ricorda che la relazione di intimità con il Padre e il Figlio, nello Spirito, di cui ci parla il Vangelo, è possibile anche per noi. Questo è il segreto, e la gloria, della vita cristiana, vero per ciascuno di noi.

DALLE COSTITUZIONI

La Missionaria guarda a Maria, Vergine Immacolata, come:
• "la prima e più perfetta discepola di Cristo";
• "protagonista e testimone singolare dell'Incarnazione";
• "unita in modo speciale alla Chiesa, che ella precede come figura o modello";
• donna che ha creduto all'adempimento delle promesse, ha custodito nel cuore la Parola, ha proclamato che Dio innalza gli umili e gli oppressi e rovescia dai troni i potenti e i superbi, è rimasta ai piedi della croce. Con Francesco, la Missionaria contempla in Maria la donna "che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà". (Cost. art. 23)

DALLA VITA AL VANGELO, DAL VANGELO ALLA VITA

Ripercorro il mio cammino di donna cristiana e ne rendo grazie. Alla luce del Vangelo e delle sfide della storia mi lascio accompagnare anche dalla comunità per fare il vero nella mia vita e diventare discepola come Maria…