Laicità
“La laicità è una dimensione intrinseca
di ogni vita cristiana”[1]: dice la consapevole
e grata appartenenza all’umanità universale nel disegno salvifico
della creazione, dell’Incarnazione e della Pasqua.
“Se per autonomia delle realtà terrene si vuol dire che le cose
create e le stesse società hanno leggi e valori propri, che l’uomo
gradatamente deve scoprire, usare e ordinare, allora si tratta di una esigenza
di autonomia legittima: non solamente essa è rivendicata dagli uomini
del nostro tempo, ma è anche conforme al volere del creatore. Infatti
è dalla loro stessa condizione di creature che le cose tutte ricevono
la propria consistenza, verità, bontà, le loro leggi proprie
e il loro ordine; e tutto ciò l’uomo è tenuto a rispettare,
riconoscendo le esigenze di metodo proprie di ogni singola scienza o tecnica”
(G.S. 36)
Laicità significa dunque simpatia per il mondo, rispetto per “la
legittima autonomia delle realtà create”, passione per la costruzione
della “città dell’uomo”, nella consapevolezza che
qui si contempla il farsi del regno.
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[1] L. Serenthà e A. Carguel “La
laicità e il laico: coordinate teologico-sistematiche della riflessione”